Le fonti

Ricostruzione di ideale biblioteca romana. Museo della Civiltà romana, Roma, Italia.

Dione Cassio che in quel tempo era uno dei senatori più in vista costituisce senza ombra di dubbio la nostra fonte principale. Inoltre le sue gesta ci vengono tramandate da Erodiano e dagli Scriptores Historiae Augustae.

Per quanto riguarda l'editto di Caracalla ne abbiamo copia nel papiro greco 40 di Giessen, seppur frammentario, e ne parla abbondantemente Dione Cassio.

Inviso alla classe senatoria, sicuramente il ritratto che ci viene di lui offerto è poco corrispondente alla realtà ma decisamente fazioso: Dione Cassio riflette l'opinione altamente critica che i senatori ebbero di Caracalla.

Ci viene tramandato che fosse astuto, non debole anzi decisamente forte; dotato di una educazione eccellente e di una preparazione intellettuale alle massime vette del tempo aveva però l'abitudine di essere sincero e di dire tutto ciò che gli passava per la mente e che non si avvaleva di consiglieri. Qui Dione Cassio commette la prima seria inesattezza in quanto basta vedere l'opera legislativa del 212 per rendersi conto che Caracalla si deve essere avvalso di un esercito di giuristi per riformare il diritto in così breve tempo.

La seconda inesattezza grossolana avviene quando prima dice che aveva smesso di studiare per dedicarsi ad attività fisiche per poi aggiungere che non fosse sano, né di corpo, né di mente.

Sarebbe stato curioso avere suoi lineamenti attitudinali redatti da persone non appartenenti alla classe senatoria.