Julia Domna

Statua di Giulia Domna. Museo Capitolino, Roma, Italia.

Nacque a Emesa, in Siria intorno al 170 d. C. Era figlia del gran sacerdote della divinità solare siriaca Elagabal, Giulio Bassiano. Le fonti riferiscono malignamente che Settimio Severo la chiese in sposa solo perchè un oracolo aveva predetto che lei avrebbe avuto un futuro regale davanti a se.

Dall'unione nacquero due figli maschi: Lucio Settimio Bassiano, dal 195 Marco Aurelio Antonino Caracalla, e Publio Settimio Geta.

Quando nel 193 Settimio Severo fu acclamato imperatore fece si che sua moglie prendesse il titolo di Augusta.

Lei lo accompagnò in tutte le campagne condotte ai 4 angoli dell'Impero al punto che le fu conferito il titolo di mater castrorum, in precedenza appannaggio della sola Faustina Minore. Era considerata uno se non il più stretto confidente e consigliere di Settimio Severo: dotata di grande carisma, prese parte attiva all'amministrazione dell'Impero, ma mai imponendosi come figura invasiva o predominante ma agendo come una vera matrona romana in ossequio alle antiche tradizioni capitoline.

Ebbe un acceso scontro con il prefetto del pretorio Plauziano fra il 202 e il 205 che la portò ad allontanarsi dall'agone politico per dedicarsi agli studi filosofici e religiosi. Per poi tornare più potente di prima negli ultimi anni di regno del marito ma soprattutto durante il regno del figlio Caracalla.

Durante il principato di quest'ultimo a causa dello scarso interesse mostrato dal figlio nell'amministrare gli affari di stato la videro impegnata sempre più in prima persona nella gestione del potere imperiale. Dal 211 in virtù di ciò prese il titolo di Iulia pia felix Augusta mater Augusti nostri et castrorum et senatus et patriae.

Stanca e probabilmente malata, si lasciò morire ad Antiochia quando seppe dell'uccisione del figlio Caracalla.