Quadro storico

Pianta dell'Impero al tempo dei Severi. Museo della Civiltà romana, Roma, Italia.

Siamo alla vigilia del periodo più delicato dell'intera storia dell'Impero romano. Ormai si è esaurita la spinta che lo ha portato ad occupare tutte le aree del Mediterraneo e i relativi entroterra. Le conquiste successive ad Augusto, che aveva raccomandato ai suoi successori di non espandere l'Impero, erano sempre state fatte in questa ottica: per riunire i popoli che in parte erano rimasti fuori dal mondo romano in maniera tale che la parte residente entro i confini non sentisse il bisogno di riunirsi con i propri fratelli, oppure per accorciare il confine e quindi per meglio potersi difendere, oppure per impossessarsi di una enclave rimasta autonoma entro territori gia assoggettati, oppure ancora per impossessarsi di zone strategicamente importanti per le loro miniere o per i loro corridoi di traffici.

Il mondo Mediterraneo ha gettato su di se due grandi iatture: usare l'oro e l'argento come monete di scambio e suicidarsi decidendo di toglierlo dalla circolazione attiva per accompagnare i morti con monili adatti a celebrarne i successi in vita. Ovviamente tralasciando del tutto il saldo commerciale spesso negativo che vedeva l'impiego di metalli preziosi per comprare merci deperibili quali la seta o le spezie in oriente.

E per i motivi sopra esposti, nel corso dei secoli intercorsi dal mondo ellenistico, buona parte del circolante monetario era venuto meno; questo aveva spinto Traiano a conquistare le miniere d'oro della Tracia e i grandi porti del golfo persico, Marco Aurelio a conquistare la Boemia, non mantenuta però dal figlio Commodo, per meglio proteggere la preziosa Dacia.

I contemporanei ovviamente non avevano ancora chiara ai loro occhi la portata di questa crisi, tutt'al più si accorgevano che si stava per scatenare una inflazione estremamente elevata; L'Impero però non conosceva seri nemici alle sue porte e grazie agli sforzi di Settimio Severo era anzi ad un passo dall'occupazione stabile di ampi lembi del territorio dell'odiato nemico: il regno dei Parti.