La riforma monetaria

Denario di argento coniato a Roma nel 212.

Nel 215 si attuò una importante riforma monetaria.

Le monete d’oro videro diminuire il peso ad 1/50 di libbra, ovverosia 6,54 grammi, e vennero coniate monete da due aurei chiamate doppi aurei o binione.

Le monete d’argento avevano visto negli anni precedenti uno svilimento del titolo e ormai non contenevano che il 50% di argento; Caracalla coniò il doppio denario o antoniano di 5,12 grammi o 1/64 di libbra; doppio denario nominale dato che però pesava solo 1,5 volte un denario.

Caratteristice proprie degli antoniani erano la presenza di una corona radiata che orna il capo dell’imperatore e, in caso di effige di imperatrici, il ritratto posato su un crescente lunare.

L’antoniano soppianterà nel corso del III secolo il denario, subendo però una riduzione progressiva di peso e di titolo di metallo nobile, per poi essere declassato definitivamente da Diocleziano a conio di bronzo.