Riforme del diritto

Busto di Caracalla. Museo Capitolino, Roma, Italia.

Le riforme colpirono a tal punto i senatori che questi presero a chiamarlo col nome di Taurautas, un gladiatore ferocissimo; ma essendo Caracalla padrone degli eserciti non osavano fare alcunché per rovesciarlo.

Ma nonostante la crisi di cassa dell’Impero diede lo stesso il via alle meravigliose terme, le più grandi mai realizzate, che a Roma avrebbero portato il suo nome.

Si occupò inoltre con particolare zelo delle vie dell’impero: risale a questo periodo l’Itinerarium Antonimi raccolta di tutte le vie con relative stazione di sosta del cursus pubblicum dell’impero. Inoltre restaurò, come veniamo informati dai miliari rinvenuti, alcune vie strategicamente importanti quali la via Egnatia.

Sotto il suo regno furono apportate diverse migliorie al diritto romano: venne migliorata la legislazione relativa alla schiavitù e alla successione, i minorenni ebbero nuovi strumenti per la loro tutela, il codice militare subì diverse rettifiche, l’adulterio venne colpito con severità.

Infine il capolavoro legislativo del regno di Caracalla è rappresentato dalla cosiddetta Constitutio Antoniniana o editto di Caracalla con cui concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti liberi dell’Impero.

Tutto questo vide la luce in appena un anno.