Fino alla morte del padre

Busto di Clodio Albino. Museo Capitolino, Roma, Italia.

Figlio di Settimio Severo, al tempo governatore provinciale sotto l’impero di Commodo, e di Giulia Domna, figlia del gran sacerdote di Eliogabal a Emesa, nacque il 4 aprile 186. Il suo nome sarebbe dovuto essere Settimio ma venne chiamato comunemente come il nonno materno Bassiano.

Seguì il padre e gia a soli 10 anni, nel 196, lo vediamo nominato Cesare a Viminacium dal padre Settimio Severo, azione questa che serviva per avere un contrappeso da opporre all’usurpatore Clodio Albino. Contemporaneamente veniva mutato il suo nome da Bassiano in Marco Aurelio Antonino. Il soprannome di Caracalla. gli derivò dalla veste gallica così chiamata che egli prediligeva.

Nel 198 furono gli stessi soldati a conferirgli, durante la guerra partica, il titolo di Augusto, mentre il titolo di Cesare passava al fratello minore Geta.

A questo periodo pare risalga l’inimicizia fra i due fratelli; ben presto sfociò poi in odio aperto a causa dei buoni uffici dei cortigiani. L’unica cosa su cui andavano d’accordo era l’avversione nei confronti del prefetto del pretorio, il conterraneo di Settimio Severo, Flavio Plauziano. Questi era talmente intimo dell’imperatore che non solo riuscì a far allontanare dalla stretta cerchia dei consiglieri Giulia Domna ma anche a far sposare, nel 202, la propria figlia Plautilla con lo stesso Caracalla.

Plauziano fu poi incastrato con un’accusa di cospirazione e Caracalla riuscì a liberarsi con un colpo solo di un suocero scomodo e di una moglie mai desiderata.

Nel 208, sempre cercando di far andare d’accordo i figli, Settimio Severo se li portò con se in Britannia, conferendo a Geta il titolo di Augusto nel 209; poi a causa delle scarse condizioni di salute di Settimio Severo fu lo stesso Caracalla a condurre l’ultimo anno di campagna. La famiglia rimarrà unita fino alla morte dell’imperatore sopraggiunta a Eboracum nel febbraio 211.