I dissidi con Geta

Arco di Settimio Severo visto dal tabularium. Roma, Italia.

Tornati a Roma di gran carriera e non fidandosi neanche di dormire sotto negli stessi ostelli si divisero il palazzo imperiale in parti uguali, circondandosi di guardie fidate. La corte era equamente divisa in due partiti. Si vociferò ad un certo punto di spartirsi in due l’Impero: a Caracalla l’occidente e a Geta l’oriente. Soluzione presumibilmente gia pensata dal padre quando profuse immense risorse nella riedificazione di Bisanzio. Intervenne però Giulia Domna che disse che avrebbero pure potuto dividere l’impero ma non la madre.

Nel 212 la tragedia fu inevitabile: Caracalla propose di cercare un accomodamento a tre con la madre: si sarebbero dovuti presentare senza guardie del corpo. Geta ci cascò e alcuni centurioni della fazione di Caracalla lo trucidarono mentre cerca rifugio fra le braccia della madre.

Geta era più popolare del fratello e le truppe si agitarono non poco alla notizia della morte; furono però messe a tacere con promesse di ricche regalie.

Rimasto unico imperatore Caracalla effettuò una damnatio memoriae nei confronti del fratello e si accanì nei confronti dei suoi partigiani compiendo delle vere e proprie stragi.